un racconto breve di
Vanya
Lui la guardava,
contemplava in silenzio la sua immacolata bellezza.
Lei correva veloce ma mai stanca,
con l’adrenalina nelle vene ed il cuore impavido.
Lui, di tanto in tanto, saliva un gradino, passandole innanzi;
avrebbe voluto fermarsi, sfiorarla, parlarle e farle capire che lui passava anche per lei.
Lei era sempre la più bella, la più amata;
coloro che la perdevano la rimpiangevano a vita, ma lei non si curava di coloro che si lasciava alle spalle.
Lui l’amava, ma non poteva averla.
Lei voleva fermarlo, ma non poteva farlo.
Lui l’adorava, la considerava la migliore;
eppure lei moriva per lui, per lui che non si fermava mai.
Lei bruciava tutto, ma non lui;
tutti si fermavano a guardarla, ma lui la guardava correndo e sempre più stanco.
Lui pensava, senza osare dirlo:
<<Se potessi, ti porterei con me, fin sopra la cima di me stesso.>>.
Lei pensava, senza osare dirlo:
<<Se potessi, ti fermerei qui, dove nasco e dove per poco vivo.>>.
Si sarebbero voluti più compatibili,
lui, che va sempre più lontano,
e lei, che resta ferma dove nasce finché muore.
Si sarebbero voluti più compatibili,
lui, Tempo,
e lei, Gioventù.